Corporate magazine: dalla carta al web. E ritorno

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Il corporate magazine dalla carta al pdf pubblicato sul web. Come sfruttare al meglio gli strumenti offerti dal web 2.0 e aumentare la nostra audience… Ma dal web si può anche ritornare alla carta!  

Ultimamente mi sono ritrovato spesso ad discutere delle modalità per pubblicare online giornali o riviste cartacee in pdf, per far fronte  alla crisi della pubblicità e dall’aumento dei costi per la stampa… Vediamo alcune soluzioni presenti sul mercato che possano essere utili per editori puri e per organizzazioni che pubblicano magazine istituzionali.

Un player o una piattaforma? Entrambi.

Tutte le soluzioni che abbiamo riportato lavorano con lo stesso meccanismo di YouTube. In perfetto stile web 2.0, offrono un player (in questo caso uno “sfogliatore”) da usare nel proprio sito, ma anche una piattaforma per pubblicare i propri contenuti autonomamente senza pagare (almeno al livello base).
E così assolvono contemporaneamente a due funzioni ben distinte:

  • una di tipo tecnico (permettere la visualizzazione o il download del magazine all’interno del nostro sito, web o mobile);
  • e una di tipo strategico (promuovere e far commentare il magazine all’interno di una community esterna al sito, che può generare a sua volta un flusso di accessi verso il proprio sito ufficiale).

Tutte le soluzioni, inoltre, si basano sul tipico modello freemium (= free + premium): il servizio di base è gratuito (free); mentre i servizi aggiuntivi (premium) sono a pagamento secondo una griglia di funzionalità che, caso per caso, sono più o meno semplici e comprensibili.
Ma vediamole.

Quale player per visualizzare i pdf?


Issuu (www.issuu.com) è decisamente la piattaforma che abbiamo apprezzato di più: ottime prestazioni e usabilità. In generale – a differenza di tutti gli altri – regala un’esperienza utente vivace, piacevole e ricca. In perfetto stile web 2.0 offre la versione per mobile, l’integrazione con i social network e la possibilità di valutare stampare o ripubblicare i contenuti (con diverse possibilità di personalizzazione). Fra i 50 migliori website al mondo nel 2009 (Times). Il più usato per magazine e giornali tanto da fungere da vera e propria emeroteca globale!


Scribd
(www.scribd.com) adotta un modello simile ma viene usato per qualsiasi tipo di contenuto (libri, presentazioni, ecc), non così specifico sui magazine come Issuu. Oltre all’ integrazione mobile e social network offre in più una funzionalità di e-commerce (PayPal) per chi vuole pubblicare i propri contenuti a pagamento. Purtroppo non garantisce la stessa usabilità e velocità del precedente: il browsing dei “titoli” non è egualmente immediato; spesso collegandoci abbiamo riscontrato una certa lentezza; anche il player è meno intuitivo. Segno che, idea e funzionalità a parte, la capacità di sviluppare un’interfaccia usabile ed accattivante può fare la differenza!


DocStock
(www.docstoc.com) è usato principalmente per documenti, libri e presentazioni tecnico-professionali. Come Scribd offre la funzionalità di e-commerce. Unico fra le piattaforme viste, permette di creare una sorta di backup o mirror online, che può essere sincronizzato con i documenti del proprio pc per potervi poi accedere da qualsiasi  postazione.


Edocr
(www.edocr.com) , come DocStock, sembra molto più orientato ad una impostazione di tipo document sharing piuttosto che ad una soluzione per sfogliare riviste su supporto digitale. Non offre funzionalità e-commerce ma in compenso permette di effettuare analisi di traffico sulle visualizzazioni dei propri documenti (?).

Una migrazione digitale organica e controllata

La digitalizzazione di un magazine investe spesso problematiche lavorative, culturali  e identitarie non indifferenti che vanno oltre la competenza di questo articolo. Vorrei però dare qualche indicazione strategica che potrebbe facilitare la governance di un passaggio spesso delicato, nella convinzione che l’utilizzo della tecnologia nella comunicazione può essere una leva per la crescita e lo sviluppo di nuove opportunità.

Per svolgere la propria funzione di comunicazione istituzionale, il corporate magazine di una organizzazione deve essere presente nei luoghi dove agiscono e si incontrano i propri stakeholders. Non è scontato che il web sia fra quei luoghi, in questo caso abbandonare la versione cartacea potrebbe essere rischioso.

Se la versione digitale diventa la soluzione esclusiva e definitiva, prima di spendere dei soldi facendo sviluppare un’applicazione ad hoc per visualizzare i pdf sul vostro sito, provate una di queste piattaforme. Oltre all’abbattimento dei costi e alla qualità del servizio, potrete raggiungere un’audience maggiore e, a volte, inaspettata: non si sa mai dove potrebbe nascondersi un appassionato dei vostri contenuti (leggi sulla lunga coda)!

La pubblicazione del pdf è una pura digitalizzazione del prodotto cartaceo; se vogliamo andare oltre per abbracciare il web in senso più pieno, il passaggio successivo porta alla realizzazione di un vero e proprio web-magazine,  sottoforma di portale informativo o di blog aziendale.
In questo caso, insieme ai costi della stampa si abbattono anche quelli per l’impaginazione: perchè il web-magazine non deve essere impaginato. Inoltre, dal punto di vista operativo, viene diluito il cosidetto primetime: invece di dover confezionare (per es.) venti articoli prima di chiudere il numero del mese, si possono pubblicare gli articoli man mano che arrivano dai collaboratori, alleggerendo infinitamente il lavoro di cucina redazionale.

In un’ottica di multicanalità e copertura di tutti i segment target,  il web-magazine così impostato può rifluire di nuovo su carta. Ci sono esempi, negli ambiti più vari, di web magazine che rifluiscono di nuovo su carta in una sorta di instant-magazine . Grazie ad alcuni plugin sviluppati appositamente, vengono prodotte estrazioni in pdf degli ultimi post sulla base di template grafici ad hoc. A quel punto si esegue una stampa on demand a tiratura ridottissima da distribuire in occasione di eventi, convegni o meeting raggiungendo così il target meno avvezzo ad internet e, magari, offrendo proprio a quel target un motivo in più per andare ad approfondire quei contenuti sulla versione web.

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